Pompei

Storia

Pompei è situata ai piedi del Vesuvio, e proprio il grande vulcano campano ne ha irrimediabilmente cambiato le sorti durante la tragica eruzione eruzione del 79 d.C.

La storia di Pompei, però, troppe volte è stata ridotta soltanto alla data fatidica, dimenticandosi dell’importanza che ebbe questa città nei secoli precedenti. Fondata probabilmente da discendenti dei Pelasgi, Pompei venne conquistata da Cuma nel VI secolo a.C e divenne poi Sannita a metà del V, fin quando divenne alleata di Roma e socia dell’Urbe, rimanendo fedele anche durante le guerre puniche. Fu invece ostile a Roma durante la guerra sociale e poi conquistata nell’89 a.C., divenendo una volta per tutte romana, con gli abitanti cittadini dell’Urbe a tutti gli effetti, nella tribù Menenia. La lingua ufficiale di Pompei, dall’osco e dal greco diventa il latino, ma il vero impulso alla romanizzazione avviene con la salita al potere di Augusto nel 27 a.C.: Pompei diventa il luogo di villeggiatura preferito dai patrizi romani e l’architettura comincia a ispirarsi al primo imperatore, per un periodo di pace e prosperità. Nel 62 d.C., un grosso terremoto danneggia Pompei, e si comincia la ristrutturazione.

Meno di vent’anni dopo, il 24 agosto del 79 d.C, una gigantesca nuvola a forma di pino si alza sopra la sommità del Vesuvio e un enorme boato annuncia la rottura del tappo di magma. Cenere e lapilli cominciano a piovere sulla città seppellendola lentamente, e il giorno dopo un flusso piroclastico, una nube d’aria caldissima, stermina tutti colori che erano sopravvissuti e non erano fuggiti. Dopo circa una settimana l’eruzione più celebre del mondo antico è terminata, e Pompei giace sotto sei metri di materiale vulcanico. Il numero di morti si aggira intorno ai 1.600, perché gran parte della popolazione riuscì a fuggire ai primi stadi dell’eruzione. Chi si salvò fu perché scelse di uscire da Porta Ercolano e di imbarcarsi, anche se il mare era agitatissimo e gran parte delle barche vennero distrutte. Anche il grande scrittore e naturalista romano Plinio il Vecchio, affascinato dal fenomeno, da Miseno, dove si trovava, si spinge troppo vicino alle esalazioni e muore a 56 anni, con suo nipote Plinio il Giovane che descriverà l’eruzione in pagine famose. Molti rimangono sepolti nei crolli, altri soffocati, e con la tecnica del calco è stato possibile vedere esattamente che cosa stavano facendo al momento della morte: alcuni si coprono la bocca, altri cercano di fuggire con i propri gioielli, alcuni alzano una mano, impotenti di fronte al cataclisma, altri sono uccisi mentre si dirigono verso le porte della città insieme a tutto il proprio corteo di schiavi.

Dopo l’eruzione, Tito, l’imperatore, interdice la zona al transito e poi la città non viene più ricostruita, fino a quando la vegetazione non seppellisce anche le cime delle colonne che non erano state riutilizzate per nuove costruzioni e i punti più alti degli edifici e delle case. Dopo un primo tentativo da parte dell’imperatore Alessandro Severo di riportare alla luce l’antica città, 1500 anni dopo, nel 1709, il principe Emanuele Maurizio di Lorena nella costruzione del suo palazzo trovò marmi e colonne antiche: era l’antica Ercolano, distrutta come Pompei dall’eruzione del Vesuvio. Nel 1748 la dinastia borbonica, in cerca di modi per accrescere il proprio prestigio, fece scavare la zona di Pompei dagli ingegneri Rocque Joaquin de Alcubierre, Karl Jakob Weber e Francisco la Vega, ma solo 15 anni dopo si potrà avere la conferma che si tratta proprio di Pompei. Di lì in poi, nei 250 successivi, continuò l’attività degli scavi dell’antichissima città, come ancora oggi accade; nel 1997 l’area archeologica, insieme a quella di Ercolano e di Oplonti, divenne dichiarata patrimonio dell’Umanità. Nel frattempo era sorta la nuova Pompei, fondata nel 1891 dopo la costruzione del Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei.

Pompei ha una grande importanza nella cultura di massa, e ad essa si legano molti progetti artistici: ancora oggi, grandi eventi si tengono presso le sue rovine. Celebre fu nel 1972 il concerto dei Pink Floyd, senza pubblico, uno dei più famosi live di tutti i tempi. Moltissimi i film e le fiction dedicate a Pompei, fino al kolossal del 2014, ma il tema è talmente noto che non mancano quasi ogni anno opere che raccontano la distruzione ad opera di vulcano più famosa della storia. Ben noto, ad esempio, è anche il brano del 2013 del gruppo dei Bastille, "Pompeii".

Inutile dire che oggi il turismo è di gran lunga l’attività economica principale di Pompei, considerando che più di due milioni e mezzo di persone visitano ogni anno le rovine, e quindi molto di ciò che è possibile fare o acquistare anche nella nuova città dipende da questo incredibile flusso turistico. Per il resto, Pompei moderna è oggi un centro piuttosto vitale a poca distanza da Castellammare di Stabia e da Napoli, e quindi anche per quanto riguarda i prodotti tipici e la gastronomia è possibile un po’ ovunque provare le specialità tipiche campane. Ma la vicinanza con gli scavi archeologici e il loro incredibile fascino magnetico continua ad attirare gli sguardi e i pensieri di chiunque arrivi qui perché pochi scrigni di storia possono dire di essersi conservati bene come l’antica Pompei, che un giorno di agosto del 79 d.C., nel giro di poche ore, da grande e lussuosa metropoli antica smise semplicemente di esistere.